Prezzi bloccati nei bar a Paternò CT
Sabato, 15 Novembre 2008
CATANIA - “Prezzo amico”. È il nuovo virtuoso slogan lanciato qualche giorno fa da Confcommercio e Fipe in collaborazione con i
loro associati settore bar a Catania e provincia. A mali estremi, estremi rimedi. Proverbio sempre utile e azzeccato in certi casi. Promozioni e iniziative per scacciare la crisi economica. Il settore sta attraversando un momento davvero rilevante sotto il profilo economico, e a farne le spese sono sicuramente le tante risorse umane che lavorano nei pubblici esercizi, a causa del loro ridimensionamento. Il comparto è in controtendenza rispetto a qualche lustro fa. Il tempo delle vacche grasse è, al momento,
un lontano ricordo. Il caro euro tanto menzionato dalle famiglie italiane e siciliane è imputato per la difficoltà con cui si arriva al quarta settimana del mese. La media giornaliera dello scontrino in termini d’incasso si è abbassata notevolmente. Insomma: si spende meno al bar, nonostante si entri più volte in compagnia di un amico, di un cliente o della propria metà. L’operazione “prezzo bloccato” prenderà il via il prossimo 18 di novembre, e per un periodo di quattro mesi. Vede coinvolti su 600 gestori di bar associati il 50 % di loro; 300 adesioni provengono dalla provincia di Catania. Nonostante, quindi, l’aumento delle materie prime, si cerca di portare più clienti e spendere di più al bar. Il calo degli incassi nel settore Bar è registrato in un meno 18%. Il presidente regionale Fipe, Dario Pistorio, ci spiega: “Il gran numero delle macchine della distribuzione automatica ha aumentato il dato negativo. Sempre più persone hanno la cosiddetta “macchinetta” a casa o in ufficio, nonostante il caffè non sia di qualità eccellente. Il settore concorrente non è controllato e a volte esistono piccole realtà imprenditoriali che eludono le tasse e non possiedono i requisiti
sulla sicurezza e sulla somministrazione alimentare”. Una vera spina nel fianco. Occorre, però, maggiore linfa professionale da girare ai banconisti e camerieri dei bar. Sarebbe utile, in alcuni casi, far frequentare al personale addetto corsi di formazione appositi.
Ancora meglio: fare un ulteriore passo avanti. Costruire una scuola per la formazione delle risorse umane. Una iniziativa interessante potrebbe essere quella di darsi un codice etico e morale nella categoria pubblici esercizi. Molto è stato fatto, ma molto c’è ancora da fare. L’utente riconosce il bar di prestigio e di qualità. Forse i responsabili principali della crisi, il comparto della distribuzione automatica e l’euro, non sono i soli handicap che tengono in rosso i conti dell’imprenditore. C’è sicuramente una scarsa visibilità in comunicazione e in qualità del servizio erogato. In qualità di presidente della fipe Paternò anche noi abbiamo aderito all’iniziativa è quasi sicuramente copriremo il 100% delle adesioni per il proggetto prezzo Amico .
Salvatore Signorello
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